Servizi Sociali

Telefono Amico

Congresso Telefono Amico

Nato nel 1989 è forse l'attività più silenziosa dell'Associazione, ma anche quella che più di tutte entra in contatto con i bisogni e i problemi delle persone.

Telefono Amico è uno strumento di solidarietà e di appoggio per molti di quei cittadini che riscontrano forme di disagio più profondo e che non vogliono o non possono trovare risposte nella pur consolidata rete dei Servizi Pubblici.

Per queste persone, la possibilità di aprirsi con operatori preparati è fondamentale, e costituisce spesso l'unica via d'uscita da situazioni personali o familiari spesso drammatiche.

Diventare volontari del telefono amico è una scelta molto difficile e impone un percorso di formazione lungo e impegnativo, ma il numero di casi umani trattati, e spesso risolti, dai nostri volontari sta a testimoniare quanto importante questo servizio sia per la nostra città.


LA STORIA


Il gruppo di volontari dei Servizi Sociali dell'Assistenza Pubblica di Parma è sorto diversi anni fa con l'obiettivo di attuare un intervento nel "sociale" più globale, utilizzando contributi diversificati e che non si limitassero all'attività trasporto infermi, pur cercando di mantenere la compatibilità con gli scopi statutari dell'Ente. Con quella scelta si intese conferire un impulso all'attività già esistente, indirizzandola verso un volontariato del settore sanitario e socio - assistenziale, che fosse il più possibile completo e rispondente a rinnovati bisogni del territorio.

Questi volontari hanno iniziato a riflettere, una decina di anni fa, sull'opportunità di far rinascere a Parma Telefono Amico. Diversi anni prima era già stato fatto un esperimento in questa direzione da altra realtà sul territorio, conclusasi dopo breve tempo per difficoltà gestionali e organizzative. L'idea era di attivare un'iniziativa di ascolto telefonico qualificata ed indirizzata ad offrire uno spazio di dialogo a persone in difficoltà o che comunque desiderassero avere un punto di riferimento per comunicare qualcosa di sé.
Dopo un periodo di discussione e riflessione sulle modalità di realizzazione e un periodo di formazione all'ascolto, al fine di evitare errori già commessi e prevenire, per quanto possibile, errori nuovi in fase attuativa, il 19 giugno 1989 è iniziato ufficialmente il Telefono Amico, con 8 ore di servizio (dalle 16 alle 24) in ogni giorno dell'anno.moniare quanto importante questo servizio sia per la nostra città.

PRINCIPI E VALORI

Uno dei primi strumenti di riferimento che gli operatori hanno voluto darsi, è stata la CARTA DEI PRINCIPI, nella quale sono stati inseriti i valori fondamentali e le caratteristiche più importanti dell'ascolto telefonico, cercando di prevedere la massima tutela di operatori e appellanti.

STRUMENTI E RISORSE

Uno strumento rilevante dell'essere operatore al T.A. è la formazione all'ascolto ed alla costruzione della relazione di aiuto. Gli aspiranti operatori, dopo un primo colloquio attitudinale, vengono preparati al servizio mediante uno specifico corso formativo della durata di un anno circa, gestito da psicologi, esperti della comunicazione.
Nel percorso vengono trattati diversi argomenti ed attivate sperimentazioni finalizzate alla preparazione all'ascolto attivo, un ascolto che vede telefonatore ed ascoltatore in una relazione di scambio con l'obiettivo di costruire un percorso comune che li vede entrambi protagonisti.

Durante la telefonata è fondamentale che emerga l'interesse a far sì che chi telefona trovi in sé le risorse e le risposte alle sue difficoltà, attraverso la costruzione di un processo di autoconsapevolezza nel quale l'operatore. ha un ruolo di empatia e sostegno, non di consigliere.
Il corso si conclude con un esame di idoneità al servizio, a seguito del quale avviene l'inserimento nel gruppo di operatori del T.A.
I contenuti e le finalità del corso vengono poi costantemente ripresi durante il servizio attivo mediante incontri di documentazione, aggiornamento e formazione permanente, sempre avvalendosi dell'opera di formatori esperti, esterni al servizio stesso.
Un'altra risorsa fondamentale è il gruppo medesimo, nel quale vengono continuamente messe a confronto le esperienze, le emotività e le diversità di idee.

IMPOSTAZIONE ORGANIZZATIVA

Per il T.A. esistono una carta dei principi e un regolamento.
La carta dei principi stabilisce gli scopi ed i principi stessi che ispirano il servizio; il regolamento tratta in particolare l'aspetto pratico-organizzativo. La struttura del T.A. è di tipo orizzontale, nel senso che non esiste una gerarchia all'interno del gruppo, ma ogni decisione viene presa a livello assembleare; ci si avvale tuttavia della figura del responsabile TA. designato all'interno del gruppo dal Consiglio dell'A.P, sentito il parere dell'assemblea del TA., che resta in carica per una durata pari a quella del Consiglio dell'A.P. Il responsabile non può svolgere servizio in quanto è la persona scelta per tenere i contatti con l'esterno: servizi sociali, iniziative pubblicitarie, amministrazioni pubbliche, aspiranti operatori per cui attiva le iniziative dirette alla loro formazione iniziale.

L'assemblea è composta da tutti gli operatori ed è presieduta dal responsabile. Ha potere consultivo e decisionale ove espressamente previsto. L'assemblea elegge anche un consiglio formato da sei operatori, il responsabile del servizio e un formatore, la cui figura verrà più avanti spiegata. il consiglio si preoccupa che il regolamento, la linea del TA., ed il servizio in generale vengano rispettati. Si consideri sempre che per tutelare il principio dell'anonimato vige l'autorganizzazione per quanto riguarda tutti gli aspetti pratici e tecnici del servizio. Per questo e perché sono tanti i progetti da realizzare all'interno del T.A., ci sono gruppi per programmare la pubblicità, la formazione e la documentazione necessaria all'informazione su alcuni argomenti specifici.

PREPARAZIONE E FORMAZIONE PERMANENTE

Per essere davvero operatori di TA. non basta avere delle forti motivazioni, ma occorre mantenerle, coltivarle e sfruttarle nel migliore dei modi, oltre che riuscire ad acquisire una metodologia di lavoro. Per questo é stato progettato fin dall'inizio dell'idea di un TA a Parma, un corso di prima formazione per operatori "nuovi" e una formazione permanente di aiuto-sostegno durante tutto il servizio attivo. La formazione é un'attività di riflessione sulle tematiche che possono emergere nelle telefonate e sugli atteggiamenti degli operatori al fine di migliorare e omogeneizzare il servizio offerto. I formatori, la cui formazione può essere sistemico-relazionale, psicodinamica, rogersiana, vengono scelti in base alla linea generale del T.A.

E' importante considerare che i formatori non rispondono al telefono, ma sono esperti esterni al servizio T.A. Questo soprattutto per garantire nella relazione con gli operatori stessi la neutralità necessaria alla realizzazione di un efficace aiuto/sostegno. La prima formazione è propedeutica all'inserimento di nuovi operatori.

Il percorso formativo è necessario perché l'attività di TA. richiede una notevole disponibilità al coinvolgimento personale, ma contemporaneamente comporta anche la capacità di essere in grado di controllare il coinvolgimento emotivo in modo adeguato alla situazione, nonché il sapersi assumere la responsabilità e l'autonomia della gestione della comunicazione telefonica.

I TELEFONATORI

Non esiste una definizione per chi compone il 284344 (e non ci sembra nemmeno giusto cercarla) soprattutto perché abbiamo come riferimento soltanto una voce e ciò che ci trasmette.
Il nostro messaggio di accoglienza vorremmo arrivasse davvero a tutte quelle persone che hanno voglia o sentono l'esigenza di parlare con qualcuno ed essere ascoltati, indipendentemente dalle motivazioni da cui possono essere spinti a farlo. Forse è un po' presuntuoso pensarlo, ma il TA. è a disposizione di tutti, allegri e depressi, giovani e meno giovani, disoccupati e superimpegnati felicemente o dolorosamente innamorati, ecc.

Riceviamo telefonate, per esempio, da chi vive un disagio, da chi necessita di informazioni rispetto ai servizi sul territorio, da chi vuole semplicemente fare quattro chiacchiere o da chi vuole essere ascoltato circa una questione pratica (sanitaria, economica, ecc.) o dialogare su problematiche etiche, morali, filosofiche, ecc.
Abbiamo riscontrato che l'assoluto rispetto dell'anonimato e della segretezza sul contenuto delle telefonate rappresentano per i telefonatori un incentivo per rivolgersi al nostro servizio.

GLI OPERATORI-ASCOLTATORI

Siamo un gruppo di volontari decisamente assortito: tra noi ci sono studenti, casalinghe, liberi professionisti, rappresentanti, impiegati, pensionati, ecc., che nonostante le differenze di età, interessi, esperienze personali collaborano per formare un gruppo affiatato ed omogeneo. Il desiderio di essere disponibili verso gli altri arricchendo nel medesimo tempo noi stessi, costituisce la motivazione comune che ci consente di lavorare insieme per uno scopo da tutti condiviso che si realizza tra l'altro anche nell'uniformità della risposta telefonica.

LA RELAZIONE TELEFONICA

La modalità con la quale viene impostata la relazione telefonica è quella dell'ASCOLTO ATTIVO, intendendo con queste due parole un ascolto che vede telefonatore e ascoltatore in una relazione reciproca.
In questa relazione di scambio, l'obiettivo è la costruzione di un percorso comune che vede entrambi soggetti e protagonisti, ma soprattutto in essa emerge l'interesse a far sì che chi telefona trovi in sé le risorse e le risposte alle sue difficoltà, attraverso la costruzione di un processo di autoconsapevolezza.

Non si tratta, pertanto, di un servizio di intervento, ma esclusivamente di ascolto dove è importante la capacità dell'operatore di inserirsi nei momenti opportuni della conversazione attraverso parole che possano aiutare l'altro a capire cosa gli sta succedendo in quel momento, piuttosto che dargli consigli. L'operatore e il telefonatore costruiscono un dialogo in cui diventa fondamentale la fiducia, il rispetto, il limitare i propri pregiudizi e soprattutto il riconoscere la dignità dell'essere persona, anche quando i problemi portati possano sembrare banali o addirittura imbarazzanti. Perciò si ritiene importante che il rapporto telefonico si svolga su un piano di parità, anche mettendosi "nei panni dell'altro", che non vuoI dire immedesimassi nell'altra persona dimenticando se stessi, bensì porsi nel dialogo con un atteggiamento sempre attento, di apertura, di accoglimento e di empatia.

L'esclusione degli elementi che caratterizzano il linguaggio non verbale, implica inoltre una particolare attenzione anche al tono della voce, al ritmo, ai silenzi.
Tra gli obiettivi che ci poniamo, vi è quello di continuare a tendere verso quello che lo psicanalista Giampaolo Lai definisce conversazione felice ossia ad una telefonata in cui, al di là dell'argomento trattato, si realizzi l'incontro tra due esseri umani tendenti alla propria felicità e a quella dell'altro, affinché la comunicazione risulti più costruttiva per entrambi.

Telecontrollo - Telesoccorso

Questo servizio è svolto in convenzione con la Centrale Operativa 118 di Parma.

Le persone anziane che vivono sole, e che magari presentano piccoli problemi di salute, vengono dotati di una minuscola micro - trasmittente, da tenere sempre con se. In caso di bisogno, il dispositivo consente all'anziano di inviare facilmente un segnale di allarme alla Centrale: questa è in grado, in tempo reale, di identificare da dove proviene la chiamata, il tipo di allarme e di poter intervenire immediatamente in abitazione, informando anche i familiari.

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Trasporto disabili

Il servizio, svolto in convenzione con l'Assessorato ai servizi sociali del Comune di Parma, rappresenta un supporto fondamentale per la mobilità delle persone disabili, che utilizzano il mezzo per recarsi al luogo di lavoro, o presso strutture sanitarie.
Ogni giorno, i volontari dell'Assistenza Pubblica, alla guida dei caratteristici pulmini bianchi, consentono i necessari spostamenti a chi altrimenti sarebbe costretto in casa.

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Pulmino di Padre Lino

L’Assistenza Pubblica, in convenzione con il Comune di Parma Assessorato alle politiche sociali e per le famiglie, politiche e parità, ed in collaborazione con l’Associazione Amici di Padre Lino, ha intrapreso nell’anno 2006 un percorso sperimentale per la realizzazione di un progetto denominato Pulmino di Padre Lino.

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